“ …. Di fronte alla malattia “ (Riflessioni di una volontaria)

 

Se sono attenta ai miei sentimenti più profondi e scruto bene dentro di me, devo riconoscere che osservare un malato mi crea disagio e ansia perché mi pongo delle domande <<come fa a tollerare il dolore, l’impotenza, la perdita della liberta?>> e ancora <<se succedesse a me come reagirei?>>.

Vado in ospedale e scopro che ogni malato ha una reazione diversa: c’è chi si dispera, chi diventa intrattabile, chi ignora la malattia ma c’è anche chi attiva tutte le sue  forze per combattere. Osservo come le loro reazioni influiscono sulla qualità della loro vita e mi domando << si può imparare a accettare la sofferenza? >>.

Da persona sana mi domando <<posso prepararmi ad affrontare questo evento che probabilmente potrebbe colpirmi un giorno a tradimento, quando meno me lo aspetterò o forse colpirà qualche persona a me cara? >>. Non so darmi la risposta perché riflettere su questa domanda a freddo è fuori luogo ma potrebbe valere la pena di provarci come ci incoraggiano su questa strada gli esperti.

Da volontaria che tutte le settimane avvicino i malati durante il servizio ho già fatto la mia scelta di non rispondere decidendo di essere una volontaria ospedaliera. Devo affrontare questo percorso per una ragione in più: mi devo attrezzare psicologicamente elaborando questi temi per  poter svolgere con serenità un servizio proficuo al malato ed evitare il pericolo di “bruciarmi”con riflessioni sul dolore che non saprei gestire dal punto di vista emozionale e mi potrebbero portare ad un abbandono del servizio a cui tengo tanto.

(Laura Montanaro – Avo Torino)